Il doppler transcranico: cos'è e a cosa serve.

Scoprine di più sull’utilizzo del doppler transcranico in caso di ictus cerebrale.

Doppler Transcranico

Il Color-Doppler Transcranico è una tecnica ultrasonografica in grado di valutare la velocità e la morfologia dei vasi arteriosi cerebrali, in particolare l’arteria carotide interna, l’arteria cerebrale media in tutto il suo decorso, l’arteria cerebrale anteriore pre e post-comunicante, l’arteria cerebrale posteriore, le arterie vertebrali, l’arteria basilare.

Si tratta di una tecnica non invasiva, ripetibile, sensibile e specifica, di basso costo, che normalmente non necessita di mezzi di contrasto.

L’esame viene eseguito semplicemente appoggiando una sonda a livello temporale ed occipitale, dove si trovano delle piccole “finestre acustiche” cioè spazi tra le ossa che fungono da accesso per gli ultrasuoni; l’unico limite è rappresentato quindi dalla diversa conformazione ossea di ogni individuo, che in una certa percentuale non permette il passaggio delle onde ultrasonore.

Il Doppler Transcranico è utile nelle malattie vascolari dell’encefalo e più nel dettaglio nelle seguenti condizioni:

  • valutazione del circolo intracranico e della riserva vasomotoria nei pazienti con riscontro, nelle arterie extracraniche (carotide interna e carotide comune), di stenosi e/o di asimmetria del calibro o degli indici di resistenza;
  • valutazione e follow-up in pazienti con ischemia cerebrale o emorragia intraparenchimale;
  • nello screening e monitoraggio di pazienti tra 2 e 16 anni con anemia falciforme nella prevenzione del rischio di stroke;
  • più in generale è utilizzato come screening in tutti quei pazienti che presentano fattori di rischio cerebro-vascolari (ipertensione arteriosa, diabete mellito, ipercolesterolemia, fibrillazione atriale, ateromasia nelle arterie periferiche, malformazioni Artero-Venose).

La valutazione del circolo arterioso cerebrale non pu prescindere da quella del circolo extracranico (arterie carotidi e vertebrali) essendo i due circoli direttamente connessi; i due accertamenti dovrebbero essere eseguiti in simultanea o quantomeno a distanza di poco tempo uno dall’altro.

 

Doppler Transcranico con ricerca di pervietà del forame ovale (PFO)

Uno degli utilizzi del doppler transcranico è la ricerca del PFO.

Tra le possibili cause di ictus criptogenetico, cioè in cui non si è identificata una causa, vi è anche la pervietà del forame ovale. Il PFO definisce un’anomalia cardiaca in cui l’atrio destro comunica con il sinistro a livello della fossa ovale tra septum primum e il septum secundum.

La comunicazione tra i due atri è assolutamente normale e anzi essenziale durante la vita fetale.

Dopo la nascita tale comunicazione si chiude spontaneamente ma nel 25-30% della popolazione adulta ci non avviene.

Generalmente il PFO non causa sintomi, ma aumenta il rischio che piccoli trombi (ad esempio provenienti da una trombosi venosa profonda) vengano immessi direttamente nel circolo sistemico (embolia paradossa) andando a determinare possibili accidenti cerebrovascolari quali attacchi ischemici transitori (TIA) o stroke.

La ricerca del forame ovale pervio dovrebbe essere seguita nei seguenti casi: pazienti con evento ischemico cerebrale critptogenetico, pazienti con emicrania con aura, persone che praticano attività subacquea. Il Doppler Transcranico è in grado indirettamente di evidenziare la presenza della PFO, potendo quantificare a livello cerebrale l’entità dello shunt (passaggio di sangue tra gli atri), sia a riposo sia sotto sforzo (con la manovra di Valsalva).

Mediante l’iniezione endovenosa di soluzione fisiologica agitata, per consentire la formazione di microbolle, è possibile contare nelle arterie cerebrali il numero di tali bolle e avere una stima precisa del rischio per cui emboli di provenienza venosa possono raggiungere il cervello, anziché essere intrappolati dal filtro polmonare.

E’ un’indagine del tutto sicura, facilmente eseguibile con minimo disturbo per il paziente; il limite, come nel TCD basale, è dato dalla diversa conformazione ossea di ogni individuo, che in una certa percentuale non permette il passaggio delle onde ultrasonore.

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  26 Luglio 2016

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