A quale età è meglio sottoporsi alla prima visita cardiologica?

Ancora oggi molti sono convinti che analisi di laboratorio ed esami strumentali siano da riservare ai casi in cui vi siano sintomi evidenti di malattia. La prevenzione, invece, è l’unica arma efficace per combattere o evitare disturbi e/o malattie che potrebbero, nel tempo, danneggiare organi e apparati anche senza che siano riscontrabili segni visibili.

 

Se non vi sono patologie cardiovascolari note o fattori di rischio (personali o familiari), la prima visita può essere effettuata a partire dai 40 anni e poi ogni due anni.

Il primo momento della visita riguarda la raccolta di informazioni da parte del cardiologo, relative allo stile di vita del paziente (alimentazione, attività fisica svolta, abitudine al fumo di sigaretta…) ed eventuali malattie di cuore dei familiari del soggetto. Il secondo momento consiste in un esame clinico dell’apparato cardiovascolare e nella misurazione della pressione arteriosa. Il terzo momento è riservato all’eventuale esecuzione dell’elettrocardiogramma (ECG) e cioè la registrazione, dall’esterno, dell’attività elettrica del cuore.

L’utilizzo di questo esame, non invasivo, consente di verificare l’esistenza di: alterazioni di tipo ischemico (insufficiente irrorazione del cuore); variazioni del volume cardiaco; alterazioni del ritmo cardiaco (aritmie, fibrillazioni…).

Un quarto momento, non sempre necessario se non indicato dal medico, ma di grande utilità, è l’esecuzione dell’ecocardiogramma (ecocolordoppler cardiaco). Si tratta di un esame semplice e indolore, che fornisce notizie utili sull’anatomia e la funzionalità del cuore. Non è invasivo, non utilizza raggi ma ultrasuoni che “rimbalzano” sulle pareti del cuore e proiettano l’immagine su uno schermo.

L’ecocardiogramma si compone di più fasi che permettono di eseguire misurazioni e analisi dettagliate delle strutture cardiache. Il colordoppler consente di studiare il movimento del sangue e di verificare il corretto funzionamento delle valvole cardiache.

Ultimata la visita, lo specialista suggerirà eventuali approfondimenti, modificazioni dello stile di vita e/o terapie e consiglierà la tempistica dei controlli successivi.

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  13 Luglio 2015

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