Cecilia Gonzaga - HTC Centro Medico Stradella PV

In HTC, siamo convinti che anche un ambiente medico debba essere supportato da effetti estetici di grande armonia. L’arte e la bellezza aiutano a spostare l’attenzione su ciò che c’è di bello nella vita, a ridare fiducia alle amozioni positive.  

In questi momenti in cui scambiarsi un abbraccio è ancora difficile, l’Arte ci è sembrata una forma di espressione adatta a farlo in modo diverso. Per questo, all’interno della nuova sede di Vicolo Oratorio 1, dedicata al Benessere Psicologico, abbiamo deciso di creare uno spazio accogliente, pieno di colore, armonia e tanta Arte.

Il progetto HTC Ospita l’Arte, viene inaugurato dall’esposizione di alcuni pregevoli dipinti della nota artista Miriam Prato.

Scopriamo di più sull’opera “Cecilia Gonzaga”

“…che poi si arriva vergini a tutti gli avvenimenti della vita” (cit.)
Antonio Pisano, detto Pisanello, artista del millequattrocento raffinatissimo e sensibilissimo, forgiò l’unica medaglia dedicata ad una donna: CECILIA GONZAGA.

Cecilia era figlia di Gianfrancesco Gonzaga e di Paola Malatesta; visse nella prima metà del ‘400 ed era una giovane di ingegno vivissimo.
Pare che all’età di sette anni già conoscesse perfettamente la lingua greca, ma anche il latino e tutti i versi di Virgilio.

Il padre era chiaramente molto orgoglioso di lei, ma non ne aveva per niente inquadrato il carattere fermo e risoluto.

Quando la ragazza scopri che il padre, in base a calcoli politici, l’aveva promessa in sposa a sua insaputa al figlio del duca di Urbino, cominciò a ribellarsi e a dichiarare che “solo lei avrebbe deciso della propria vita” e che “aveva già maturato un suo progetto che non sarebbe di certo cambiato“.

Prese un’iniziativa che non ammetteva repliche: scrisse al “fidanzato” che non intendeva sposare ne’ lui, ne’ altri perché si sarebbe data a vita vergine con l’intenzione di farsi monaca.

Gianfrancesco andò su tutte le furie, la percosse violentemente, la minacciò e l’ingiurio’ con accese offese.

Persino la madre Paola, trovando quasi esibita l’impertinenza di Cecilia, iniziò a rimproverarla pesantemente, proibendo a tutti di incontrarla.
Cecilia tenne duro per anni restandosene in silenzio, rifiutando ogni buon partito che il padre le sottoponeva.

Alla morte del genitore, Cecilia entrò in monastero e coronò la sua aspirazione. In convento assunse il nome di suor Chiara, sino al giorno della sua morte a soli 25 anni.

L’immagine qui raffigurata è un profilo di giovane donna in abito elegante, dal lungo collo adornato da prezioso gioiello.

Un copricapo riccamente decorato ne fa assumere un aspetto quasi regale.
Ah! Il figlio del duca di Urbino, promesso sposo di Cecilia, fu assassinato di lì a poco.

Pare che a compiere l’assassinio fosse un gruppo di concittadini le cui mogli furono violentate da questo giovane “violentemente incline alla libidine”.

CECILIA GONZAGA – rivisitazione dell’incisione, dipinta su tela – acrilico, tempera naturale, smalti, chine, oro a rilievo.

  Categoria: Arte
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  11 Giugno 2021

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