Bambini ad alto potenziale, iperdotati

Don Milani sosteneva che nulla è più ingiusto del “fare parti uguali tra disuguali”. Quindi non fare le opportune differenze può diventare fonte d’ingiustizia.

In molti casi (e soprattutto nel contesto scolastico) il solo utilizzo del vocabolo “differenza” assume una connotazione negativa.

La Scuola Italiana ha mostrato sensibilità e interesse verso gli alunni svantaggiati, costruendo un sistema efficiente per favorirne l’integrazione e l’inclusione.

L’attenzione si è però sviluppata meno nei confronti degli alunni con alto potenziale cognitivo, pensando che un bambino/ragazzo plusdotato (con cui la natura è stata tanto generosa) non avesse bisogno di attenzioni particolari.

I bambini iperdotati mostrano o hanno il potenziale per mostrare livelli eccezionali di performance in una o più delle seguenti aree:

  • abilità intellettiva generale;
  • attitudine scolastica specifica;
  • pensiero creativo;
  • attitudine alla leadership;
  • arti visive e spettacolo.

Per lo sviluppo e il mantenimento dell’alto potenziale, però, sono fondamentali i contesti di crescita e gli eventi della vita.

Un bambino plusdotato svilupperà il suo potenziale se e solo se viene precocemente identificato e il suo percorso viene adeguatamente supportato.

Il quadro che possiamo riscontrare è quanto mai variegato.

Contrariamente a quanto si immagina gli studenti con alto potenziale possono presentare problemi a livello relazionale, difficoltà d’integrazione; non sempre ottengono voti alti o riescono bene in tutte le materie e, quindi, potrebbero avere bisogno di supporto.

Esistono casi di alunni plusdotati privi d’interesse, motivazione ed entusiasmo nei confronti della scuola.

Alcuni di loro possono avere prestazioni al di sotto delle loro capacità, a causa di perdita di motivazione, scarso impegno e/o interesse, mancanza di stimoli o di un contesto supportivo.

Individuare questi studenti e creare un ambiente scolastico che possa offrire ad ognuno la possibilità di raggiungere i migliori risultati in rapporto alle proprie potenzialità, rappresenta la vera sfida per il futuro.

  • creare un ambiente partecipativo, sfidante, che privilegi l’approccio del problem solving;
  • predisporre materiale qualitativamente diverso offrendo spazio alla creatività;
  • stimolare il pensiero critico, utilizzare la metariflessione e l’autovalutazione,

tutto questo trasforma l’ambito scolastico in terreno fertile per aiutare questi piccoli talenti a svilupparsi.

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  22 Maggio 2019

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