Terapie cardiologiche che possono causare malfunzionamento della tiroide

L’amiodarone è un farmaco che viene utilizzato come antiaritmico in diverse patologie cardiache, come la Fibrillazione Atriale, il Flutter, le Tachicardie Parossistiche Ventricolari e nel trattamento delle aritmie ventricolari severe.


Perché l’amiodarone (Cordarone, Amiodar) può influenzare la funzionalità tiroidea?

L’amiodarone è ricco di Iodio ( 37% della sua composizione) e possiede una struttura chimica che assomiglia a quella della Tiroxina (T4), un ormone prodotto dalla tiroide.

La terapia con amiodarone viene effettuata con un dosaggio giornaliero di farmaco, di 200-600 ng.

Ciò significa che, ogni giorno, chi segue questa terapia assume, suo malgrado, una quantità di Iodio decisamente superiore alla dose giornaliera raccomandata, di 150 μg.

L’amiodarone, una volta assunto, si distribuisce nei tessuti periferici, raggiungendo una concentrazione elevata soprattutto nella tiroide.


Con quale frequenza la terapia con amiodarone provoca una disfunzione tiroidea?

Anche se la maggior parte dei pazienti trattati con amiodarone rimane eutiroidea, il 3,7% di loro, con un dosaggio  di 100-400 ng, sviluppa ipo o ipertiroidismo.

Le disfunzioni tiroideee sono più frequenti in chi ha una patologia cardiaca congenita o nei pazienti affetti da β-talassemia major.


Dopo quanto tempo si può instaurare un quadro di tireotossicosi?

La tireotossicosi è la condizione clinica che si verifica quando l’organismo è esposto ad una concentrazione eccessiva di ormoni tiroidei.

I quadri di tireotossicosi si instaurano, in genere, dopo circa 3 anni di terapia con amiodarone.

Il dosaggio giornaliero di farmaco non pare essere importante e gli uomini sarebbero maggiormente predisposti.


Quali sono i meccanismi alla base dell’insorgenza di questo tipo di tireotossicosi?

In pazienti con disfunzione tiroidea subclinica preesistente. alla base vi sarebbe un’eccessiva sintesi di ormoni tiroidei indotta dal massiccio carico di Iodio.

Nei pazienti in cui la tiroide funzionava normalmente, invece, la causa sarebbe un processo distruttivo che induce il rilascio di ormoni tiroidei sintetizzati in precedenza (come avviene nelle tiroiditi subacute).


Quali sono i sintomi presenti in questi pazienti?

Spesso le manifestazioni caratteristiche dell’iperitoridismo non sono presenti in questi pazienti, perché l’amiodarone svolge anche una funzione anti-adrenergica.

Si verifica invece un peggioramento delle condizioni cardiache, con comparsa di tachiaritmia o di angina.

In questi casi è importante individuare quei pazienti che presentano una patologia tiroidea sottostante, per indirizzarli all’Endocrinologo.

La terapia prevede la sospensione del farmaco che, però, può portare ad un peggioramento della tireotossicosi cardiaca.


Perché è importante che l’Endocrinologo valuti i pazienti che devono assumere amiodarone?

Prima e durante l’assunzione di amiodarone, va studiata la funzionalità tiroidea.

Va effettuato il dosaggio di: FT3, FT4 e TSH. Utile anche il dosaggio degli Anticorpi anti-tiroide (anti-TPO; anti-TG), perché la loro positività predispone allo sviluppo di ipotiroidismo, meno grave della tireotossicosi e più frequente nel corso del primo anno di terapia.


Qual’è il quadro ematochimico tipico di chi assume amiodarone?

A livello plasmatico, i pazienti che assumono amiodarone, presentano livelli elevati di T4 (o ai limiti superiori della norma) e diminuiti di T3.

Anche i valori di TSH possono essere influenzati dal trattamento. Con dosaggi compresi tra 200 e 400 ng giornalieri, il TSH rimane nella norma. A dosaggi superiori, i valori di TSH aumentano nei primi mesi, per poi ritornare alla norma nei mesi successivi.


Perché è opportuno effettuare un’ecografia della tiroide prima di iniziare la terapia con amiodarone?

L’ecografia tiroidea permette di scoprire un gozzo nodulare o semplice, cioè una condizione che può predisporre all’ipertiroidismo.


Con quale frequenza va controllata la tiroide?

Nei pazienti in trattamento con amiodarone, ogni 6 mesi vanno ripetuti i controlli della funzionalità tiroidea. Questo intervallo deve essere ridotto se si parte da un sospetto di disfunzione tiroidea.


Quando si deve sospettare un ipertiroidismo dovuto al farmaco?

Si deve tener presente che, un paziente che assume amiodarone (e rimane eutiroideo) presenterà valori di T4 lievemente aumentati e valori di T3 ai limiti inferiori della norma.

Di conseguenza, livelli medio-alti di T3 possono indicare un iniziale sviluppo di iperitroidismo.


In HTC, puoi prenotare:

Per maggiori informazioni, telefona allo 0385 246861

  Categoria: News
  Commenti : None
  11 Maggio 2022

I commenti sono chiusi.