In gravidanza sono più comuni i disturbi urogenitali causati sia dalla pressione meccanica esercitata dall’utero in crescita che dai cambiamenti ormonali che si verificano in questa fase. Per ragioni assai simili, i disturbi urogenitali possono comparire anche nel post-partum.
Quali sono i più frequenti disturbi urogenitali che si manifestano in gravidanza?
- Aumento della frequenza urinaria. Durante la gravidanza l’apparato genito-urinario subisce marcate modificazioni indotte dagli ormoni, soprattutto progesterone ed estrogeni. Il progesterone, in particolare, provoca un rilassamento della muscolatura liscia dell’intero tratto urinario. Oltre a ciò, gli ormoni causano anche un aumento del flusso ematico a livello renale. Queste condizioni, oltre alla maggior pressione a cui è sottoposta la vescica da parte dell’utero in crescita, determinano un aumento della frequenza della minzione, maggiormente nel I e nel III trimestre di gravidanza.
- Incontinenza urinaria. Il rilassamento dei legamenti e dei tessuti pelvici, causato dagli ormoni, può interferire con la funzionalità dell’uretra causando perdite di urina durante sforzi, tosse o starnuti.
- Infezioni delle vie urinarie. L’effetto miorilassante del progesterone sulla vescica, insieme alla sua compressione esercitata dall’utero aumentato di volume, diminuisce la capacità della vescica e rende più difficoltoso il suo svuotamento, provocando ristagno di urina. La stasi urinaria facilita la crescita di batteri e aumenta il rischio di IVU (batteriuria asintomatica o cistite) che vanno trattate per evitare infezioni renali o parto prematuro.
Quali disturbi urogenitali compaiono più frequentemente nel periodo successivo al parto?
- Incontinenza urinaria da sforzo Interessa circa il 30% delle donne nei primi 3 mesi dopo il parto. Esistono dei fattori di rischio per l’insorgenza del problema: travaglio lungo, feto grande, episiotomia, età avanzata della madre. L’incontinenza si manifesta sotto forma di perdita involontaria di urina, dopo sforzi, tosse o starnuti, causata dallo stiramento /danno ai muscoli pelvici in seguito al parto. Generalmente si tratta di una condizione reversibile, che si risolve nel giro di pochi mesi con la riabilitazione pelvica. Sebbene possa regredire anche spontaneamente, è fondamentale parlarne con il Ginecologo (meglio ancora con l’Uroginecologo) per evitare conseguenze a lungo termine, come ad esempio il prolasso.
- Cistite post-partum Con il parto, nel giro di poche ore, la concentrazione di estrogeni nel sangue diminuisce da 100 a 1000 volte in poche ore e la situazione rimane tale finché non ricompare la mestruazione. Le conseguenze sul microbiota vaginale sono logicamente inevitabili. Il microbiota diventa polimicrobico e i lattobacilli (estremamente protettivi) ricompaiono solo tardivamente. Quello dopo il parto è perciò un periodo di particolare vulnerabilità alle problematiche uroginecologiche, soprattutto alla cistite. Il periodo “suscettibile” può durare anche un anno.
- Ritenzione urinaria Si tratta di una condizione temporanea (1-14 giorni) durante la quale la vescica è incapace di svuotarsi completamente. In genere si risolve spontaneamente, ma va monitorata.
- Prolasso degli organi pelvici Intendiamo con il termine prolasso la discesa, causata dall’indebolimento dei muscoli del pavimento pelvico, di uno o più organi pelvici (vescica, utero, retto) verso o attraverso l’apertura vaginale, dovuta alla gravidanza, a un travaglio lungo o al parto vaginale.
- Secchezza vaginale e vescica iperattiva Sono disturbi comuni, spesso dipendenti dal calo massiccio degli estrogeni (in particolare durante l’allattamento) e al trauma subito dalla muscolatura pelvica durante il parto. Le possibili conseguenze, sono: disagio, dolore e urgenza urinaria, in genere risolvibili con riabilitazione, terapie locali e idratazione.
A chi ci si può rivolgere in presenza di disturbi urogenitali in gravidanza o nel post-partum?
Lo specialista a cui rivolgersi in prima battuta è il Ginecologo.
Chi è l’Uroginecologo e perché è importante?
Negli ultimi anni è emersa la figura dell’Uroginecologo, lo specialista che riunisce in sé competenze sia di ginecologia che di urologia. Si occupa della diagnosi e del trattamento dei disturbi del pavimento pelvico, delle vie urinarie e dell’apparato riproduttivo femminile.
Rivolgersi a questa figura professionale è fondamentale per migliorare la qualità della vita di donne, spesso colpite da problemi urogenitali dopo il parto e in post-menopausa.
Ancora troppo spesso, di questo tipo di problemi le donne si vergognano e, non rivolgendosi allo specialista giusto, finiscono per compromettere seriamente la loro qualità di vita.
Cosa puoi prenotare presso HTC?
In HTC, a Stradella-PV, puoi prenotare:
- Visita Ginecologica + Ecografia pelvica o TV + Pap Test in strato sottile (permette, se positivo per la ricerca di HPV, di tipizzarne il ceppo senza dover ripetere l’esame)
- Visita Uroginecologica (specifica per donne con disturbi del pavimento pelvico, come: incontinenza urinaria e disturbi della minzione; prolasso di vescica, utero o retto; dolore pelvico cronico o dolore sessuale; valutazione post-partum della muscolatura del pavimento pelvico)
- Instillazioni endovescicali di acido ialuronico
- Colposcopia diagnostica e operativa
- Cicli di sedute di riabilitazione del pavimento pelvico
- Trattamento combinato dei disturbi sessuali femminili e maschili
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16 Marzo 2026