disturbi apprendimento non verbale

Può capitare che bambini arrivati in consultazione, perché incontrano una serie di difficoltà di apprendimento e adattamento, non mostrino particolari problematiche nella sfera verbale, mentre risultano meno capaci nei domini non verbali e, in particolare, nelle abilità visuo-spaziali.

In questi casi, potremmo trovarci di fronte ad un Disturbo di Apprendimento non Verbale (detto anche DANV o NLD), inserito tra i disturbi evolutivi contemplati dalla normativa sui BES (Bisogni Educativi Speciali).

Questa problematica venne descritta per la prima volta alla fine degli anni ’60. In seguito, Rourk (neuropsicologo canadese) ne elaborò i criteri diagnostici e la descrisse come un disordine neurologico causato da un malfunzionamento dell’emisfero cerebrale destro.

In Italia gli studi sul DANV sono iniziati alla fine degli anni ’90 grazie ad un gruppo di ricerca dell’Università di Padova, coordinato dal Professor C. Cornoldi.

Ancora oggi non esiste concordanza fra gli studiosi riguardo al disturbo, tanto che non rientra nella classificazione ICD-10 né DSM-5.

Non si tratta di un problema raro, ma spesso non è riconosciuto o viene confuso con altri disturbi.

La scuola, in effetti, si è a lungo concentrata sulle abilità verbali dei bambini e anche i materiali didattici sono prevalentemente verbali (libri di testo e lezioni orali) . Risulta naturale, perciò, che l’attenzione (o la preoccupazione) si concentri meno sulle difficoltà non verbali.

Oltre a ciò, il DANV si sovrappone spesso ad altri profili (ADHD, DSA, Disturbo della coordinazione motoria, Disturbo dello spettro autistico, Disturbo pragmatico della comunicazione, Ansia, Depressione) e può caratterizzare alcune patologie (Asperger, Turner, etc).


Quali sono le caratteristiche di questo disturbo?

  • Una notevole differenza fra l’intelligenza visuo-spaziale (inferiore) e quella verbale (normale o superiore alla norma).
  • Scarsa coordinazione motoria fine, basse abilità visuo-costruttive, difficoltà di memoria visuo-spaziale (memoria visiva, orientamento, etc)
  • Prestazioni in lettura e scrittura buone (con qualche possibile difficoltà nelle fasi iniziali dell’apprendimento)
  • Prestazioni compromesse nel calcolo
  • Possibili difficoltà emotive e sociali associate

Quali sono le cadute che possiamo osservare a scuola?

Possono manifestarsi difficoltà in:

  • Aritmetica (allineamento e incolonnamento; errori nella lettura e nella scrittura dei numeri; errori nei segni delle operazioni; difficoltà nell’uso del prestito e del riporto)
  • Geometria (difficoltà nel riconoscimento delle figure; scarsa capacità di lavorare con figure astratte/ immagini mentali e loro caratteristiche, come base altezza, diagonale; Dfficoltà a ricordare le regole)
  • Scienze (difficoltà a stabilire relazioni causa-effetto; scarsa comprensione di grafici e tabelle; scarso adattamento ai dati della realtà)
  • Disegno e Prassie (disegno povero, scarsa capacità di copia e riproduzione a memoria; scarsa abilità nell’uso di strumenti come righello, squadra, compasso; scarsa capacità di rappresentare i rapporti spaziali; difficoltà di scrittura, come grafia e orientamento nel foglio)
  • Comprensione del testo (difficoltà quando il testo include relazioni spaziali, descrizioni, rapporti fra oggetti; scarsa capacità di integrazione figura-testo; difficoltà a lavorare su immagini mentali che includono rapporti spaziali)
  • Geografia e Orientamento (difficoltà di orientamento spaziale, nell’uso di mappe, nella riproduzione di percorsi, nella comprensione di simboli e schemi; incapacità di elaborare informazioni visuo-spaziali)
  • Competenza sociale (parlano troppo, senza lasciare spazio all’altro; hanno difficoltà a codificare segnali e simboli non linguistici del comportamento, come espressioni, mimica, postura)

Perché questo disturbo rimane spesso misconosciuto?

Dobbiamo pensare che i bambini con DANV sono dotati di buone competenze in molti ambiti.

Imparano presto a parlare e sviluppano un buon vocabolario, anche se tendono a diventare verbosi.

Sono dotati di una buona memoria verbale e risultano molto attenti ai dettagli (ma non considerano il tutto).

Leggono bene e hanno buone competenze ortografiche (occhio però alle prime fasi di apprendimento).

Questi stessi soggetti, però, presentano difficoltà di coordinazione nelle attività quotidiane: faticano ad allacciarsi le scarpe, ad abbottonarsi la camicia, ad usare righelli e forbici e hanno una brutta scrittura.

Anche la coordinazione grosso motoria non è ottimale: i bimbi sono spesso goffi, dotati di scarso equilibrio, faticano ad imparare ad andare in bici e si trovano in difficoltà negli sport e nelle attività motorie in genere.

Riguardo ai giochi, non amano quelli di movimento, ma nemmeno i puzzle e le costruzioni. Non apprezzano colorare né disegnare.

Faticano ad adattarsi a nuove situazioni e hanno scarse abilità sociali, con possibile tendenza all’isolamento.

A tutte queste caratteristiche si associano le difficoltà scolastiche, già viste in precedenza.

Alla fine, succede spesso che vengano considerati alunni con difficoltà settoriali (matematica, geografia, disegno, educazione fisica, relazioni con i coetanei), senza riconoscere il vero problema che si trova alla base, con conseguenze negative sia sul piano scolastico che emotivo.


Cosa bisognerebbe fare?

Di fronte ad un certo numero di segnali come quelli precedentemente descritti, è opportuno rivolgersi ad un esperto per sottoporre il bambino/ragazzo ad una valutazione, con eventuale diagnosi funzionale, così da evidenziare punti di debolezza e di forza e individuare le risorse disponibili nel contesto di appartenenza.

Il lavoro da fare consiste principalmente nell’ottimizzare le capacità cognitive (se il bambino è abbastanza piccolo) o le competenze adattative (se il soggetto è più grande).

L’approccio dovrebbe essere il più possibile multi-modale (bambino-famiglia-scuola-contesto sociale).

Il bambino va anche aiutato a diventare consapevole delle proprie caratteristiche, in maniera da sviluppare un atteggiamento meta-cognitivo (ho capito come funziono e riesco a funzionare al meglio)


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  11 Novembre 2020

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