tumore della vescica - urologia - HTC Centro Medico Stradella Pavia

Il carcinoma della vescica colpisce ogni anno in Europa 175.000 persone.

Per incidenza è il quinto tumore nel mondo occidentale e il secondo tra i tumori dell’apparato urinario dopo quello della prostata.

In Italia il rischio di contrarre questo tumore si attesta tra il 3,1 e il 4,2% nella popolazione maschile (la più colpita).

Nonostante la frequenza, tutt’altro che trascurabile, rispetto ad altri tumori è un po’ sottovalutato e non si parla spesso, né di prevenzione primaria, né di diagnosi precoce di questa neoplasia.


Perché la diagnosi precoce del cancro della vescica è fondamentale?

Per il carcinoma della vescica la diagnosi precoce è fondamentale per migliorare la sopravvivenza.

Se la malattia viene diagnosticata in fase iniziale, sopravvivono più di 8 persone su 10, rispetto ad 1 su 10 se la malattia viene diagnosticata in fase avanzata.

È evidente, allora, quanto sia fondamentale prestare attenzione ai sintomi.


Quali sono i sintomi che fanno sospettare un tumore vescicale?

I segni iniziali della malattia sono spesso subdoli e vengono talvolta sottovalutati dal medico, soprattutto per quel che riguarda la popolazione femminile (che infatti si ammala meno, ma ha una sopravvivenza più bassa).

Spesso il primo e unico segno con cui si manifesta il tumore alla vescica è l’ematuria (sangue nelle urine).

Altri sintomi, meno frequenti, sono i disturbi irritativi delle basse vie urinarie, la frequenza e l’urgenza minzionale, il dolore pelvico, che spesso indirizzano il medico verso le più comuni patologie infiammatorie (come la cistite).


Quali sono gli esami da effettuare quando si sospetta questa patologia?

Oltre all’esame delle urine, all’urinocoltura e alla citologia urinaria (ricerca di cellule tumorali nelle urine) è importante programmare, in tempi brevi, un’ecografia dell’apparato urinario.

All’ecografia si possono evidenziare formazioni sessili (tipo polipi) in vescica o ispessimenti della parete che possono far sospettare la presenza di una neoplasia.

L’ecografia rappresenta l’esame di base per i tumori urologici.


Cosa si fa quando l’ecografia evidenzia il sospetto di tumore della vescica?

Se l’ecografia, e/o la clinica,  fanno sospettare un tumore vescicale, si può programmare un esame di approfondimento: la cistoscopia.

La cistoscopia è un esame che si effettua in ambulatorio e permette di esplorare l’interno della vescica e dell’uretra individuando eventuali anomalie della parete.


Per effettuare una cistoscopia è necessario il ricovero ospedaliero? È un esame doloroso?

Un tempo si trattava di un esame temuto, perché i cistoscopi erano rigidi e l’indagine risultava dolorosa.

Oggi, con gli strumenti più recenti, flessibili e monouso, la cistoscopia è diventata una procedura ambulatoriale rapida, sicura e praticamente indolore.

Il fastidio è limitato all’introduzione delle strumento che, però, avviene mediante utilizzo di un gel anestetico.


Il cancro della vescica è curabile?

La terapia dei tumori vescicali varia a seconda dello stadio in cui si è riscontrata la neoplasia.

I tumori superficiali vengono rimossi ricorrendo alla resezione endoscopica, seguita eventualmente da una terapia endovescicale.

I tumori infiltranti prevedono invece il ricorso alla cistectomia con derivazione urinaria.

Sempre più spesso (quando è possibile), oggi si pratica la “derivazione continente”, costruendo una nuova vescica ricavata da una parte d’intestino. In questo modo è possibile evitare il sacchetto esterno per la raccolta delle urine.


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  21 Luglio 2021

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