Sarcopenia

Nei Paesi industrializzati l’aspettativa di vita è progressivamente aumentata e ha raggiunto in media gli 80 anni d’età.

Secondo l’OMS, nel 2050 ci saranno almeno 2 miliardi di persone anziane sul nostro pianeta.

In Europa, l’Italia è al secondo posto per numero di anziani, rispetto alla popolazione generale.

Tutto ciò ha conseguenze importanti in termini di salute pubblica.


Cosa succede alla muscolatura con il passare degli anni?

L’invecchiamento provoca una diminuzione progressiva delle capacità fisiche, anche in chi gode di una buona salute.

Invecchiando, i muscoli si assottigliano, possono infiltrarsi di grasso e diventano meno efficienti.

La capacità del muscolo di generare forza raggiunge il massimo tra i 20 e i 30 anni per poi diminuire progressivamente, in modo quasi impercettibile, fino ai 50 anni.

Ogni decade è contrassegnata da una perdita di forza muscolare di circa il 10-15%.

A partire dai 65 anni, la perdita di forza inizia ad accelerare, anche se non allo stesso modo in tutti i distretti corporei (ad esempio è maggiore a livello dei muscoli delle cosce che delle braccia).

All’età di 80 anni, la perdita complessiva di massa è del 30-50% rispetto alla “dote” muscolare iniziale.


Che differenza c’è fra una normale perdita di massa muscolare causata dall’età e la Sarcopenia?

La sola perdita di massa muscolare, entro certi limiti e in assenza di diminuzione della forza e/o performance fisica, non viene considerata alla stregua di una patologia.

La Sarcopenia, invece, riguarda tutti quei casi in cui questi fattori finiscono per avere un impatto sulla qualità della vita e della salute.


Qual’è la definizione medica di Sarcopenia?

Per Sarcopenia s’intende la progressiva e generalizzata perdita di massa, forza e/o performance muscolare, che comporta un aumento del rischio di disabilità fisica, scarsa qualità di vita, cadute, numerose complicanze (tra cui l’Osteosarcopenia) e morte.

Negli anziani si tratta, purtroppo, di una condizione molto frequente.

La maggior prevalenza si registra negli uomini, in particolare quelli istituzionalizzati e con un BMI basso.


Quali sono i criteri diagnostici per la Sarcopenia?

Solo nel 2010 sono stati stabiliti i criteri diagnostici specifici per la Sarcopenia.

La riduzione della massa muscolare è il cardine centrale della diagnosi a cui deve essere associata almeno una delle seguenti componenti: diminuzione della forza muscolare e della performance fisica.

Solo più tardi è stata introdotta l’importanza dell’impatto negativo del tessuto adiposo sulla massa e sulla funzionalità del muscolo.


Quali sono le possibili conseguenze della Sarcopenia?

  • Diminuzione della forza muscolare, sia statica che dinamica con conseguente aumento di frequenza della disabilità e fragilità
  • Riduzione dell’equilibrio, con aumento delle cadute e delle fratture
  • Conseguenze su: trofismo osseo, termoregolazione, metabolismo basale, omeostasi glucidica.

Esistono più tipologie di Sarcopenia?

La Sarcopenia si distingue in primitiva e secondaria.

È primitiva quando l’unica causa riconoscibile è l’invecchiamento.

È Secondaria, quando sono identificabili una o più cause e allora parliamo di: Sarcopenia attività correlata, Sarcopenia malattia correlata e Sarcopenia nutrizione correlata.


È possibile arrestare la Sarcopenia?

L’invecchiamento è un processo fisiologico che non può essere fermato, ma gli studi scientifici dimostrano che esistono degli esercizi terapeutici in grado di rallentare la Sarcopenia.

Gli esercizi fondamentali per i soggetti sarcopenici sono quelli incentrati sul miglioramento della performance muscolare, come: esercizi isometrici, isotonici, isocinetici, isoelastici.

All’esercizio terapeutico, sotto la guida e la supervisione di un Fisioterapista, vanno associate l’attività fisica comune e una dieta appropriata.

L’attività fisica costante arreca diversi vantaggi:

  • aumento del consumo energetico,
  • attivazione di specifiche aree cerebrali,
  • attivazione del sistema neuroendocrino, con conseguente benessere psico-fisico generalizzato.

Un altro fattore da prendere in considerazione è l’alimentazione.

Col passare degli anni le persone tendono ad introdurre meno proteine con la dieta. Bisognerebbe, al contrario, aumentare la quota proteica, passando da 0,8 g di proteine per kg peso, necessarie normalmente per un adulto, a 1,2 g di proteine per kg peso.

Ovviamente, un discorso del genere, soprattutto ad una certa età, va affrontato con un Nutrizionista.


Come bisogna procedere di fronte ad un sospetto di Sarcopenia?

Abbiamo visto che la Sarcopenia può dipendere da diversi fattori e non solo dall’invecchiamento.

Di fronte ad un soggetto con possibile Sarcopenia bisogna ricorrere ad un inquadramento generale multidimensionale e, solo in conclusione,  formulare un piano terapeutico medico-riabilitativo personalizzato.

È fondamentale quindi rivolgersi a centri in cui siano presenti diverse figure professionali (Fisiatra, Fisioterapista, Internista, Cardiologo, nutrizionista, etc) da poter eventualmente coinvolgere lungo l’iter di cura.

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  21 Settembre 2022

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