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Ultimamente si sente parlare più spesso di Miocardite: vediamo di cosa si tratta e quando il Cardiologo potrebbe sospettarla

La Miocardite è una malattia infiammatoria del muscolo cardiaco (miocardio) che può dipendere da diverse cause. Le cellule del miocardio possono venire direttamente colpite da un fattore infettivo o cardiotossico oppure, possono essere interessate da una reazione di tipo autoimmune (anticorpi che attaccano il miocardio)


Quali sono le cause più frequenti di Miocardite?

A volte all’origine della malattia vi è un’infezione.

Nei Paesi sviluppati l’infezione di base è quasi sempre di tipo virale (Parvovirus B19, Herpes virus umano 6, Sars-Cov 2, etc. ). In questi casi, la Miocardite può essere preceduta da febbre, mialgie e altri sintomi in dipendenza dall’agente patogeno.

Se invece parliamo di cause non infettive, possiamo ritrovare: cardiotossine, alcuni farmaci e rare malattie sistemiche.

Spesso, però, la Miocardite è idiopatica: significa, cioè, che non ne conosciamo la causa.


Quali sono i sintomi più frequenti di Miocardite?

I sintomi della Miocardite possono essere molto variabili.

Si va dalle forme asintomatiche a quelle con sintomi gravissimi, a seconda della causa, dell’estensione e della gravità dell’infiammazione.

Se l’infiammazione coinvolge anche il pericardio (la doppia membrana che avvolge il cuore), i sintomi possono comprendere: dolore al petto (in genere aggravato dal movimento toracico), tachipnea, tosse secca e sfregamenti.

Quando è interessato solo il miocardio, la malattia può essere asintomatica (soprattutto quando è focale) oppure determinare aritmie, sincopi, o insufficienza cardiaca, con comparsa di affaticamento, dispnea e segni di sovraccarico di liquidi.

Quando la causa è un farmaco vi può essere un’eruzione cutanea concomitante.

Linfonodi ingrossati si riscontrano, invece, in caso di sarcoidosi.


Qual’è lo specialista che se ne occupa e a quali esami sottopone il paziente, in caso di sospetta Miocardite?

Come in tutti i casi di malattie del cuore, lo specialista a cui rivolgersi è il Cardiologo che, dopo avere raccolto una scrupolosa anamnesi (la storia clinica personale e familiare, nei minimi dettagli), effettuerà la visita, accompagnandola con un elettrocardiogramma (ECG) e un’ecocardiografia (ecocolordoppler cardiaco).

Spesso il Medico prescrive anche esami ematochimici (enzimi cardiaci, che possono risultare alterati in fase acuta; emocromo con formula, per evidenziare un’eosinofilia nelle forme da ipersensibilità) e, talvolta, un approfondimento con RM cardiaca.


Quali sono le cure?

Il trattamento è quello dello scompenso cardiaco (quando presente) e delle aritmie, oltre a quello della malattia di base.

In alcune forme è utile il trattamento immunosoppressivo.


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  6 Ottobre 2021

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