Per i pazienti che si sottopongono a terapie oncologiche è fondamentale tenere d’occhio la salute del cuore.
La valutazione cardiologica dei pazienti oncologici è un tema di grande attualità.
Prevenire, monitorare e gestire i possibili danni cardiovascolari causati dalle terapie antitumorali (chemioterapia, radioterapia, farmaci biologici e immunoterapia) è un’esigenza sempre più frequente.
Perché la valutazione cardiologica del paziente oncologico viene considerata tanto importante?
Fortunatamente la sopravvivenza dei pazienti oncologici è in continuo aumento e proteggere la salute del loro cuore è diventato fondamentale, poiché circa il 50% di questi pazienti presenta almeno un fattore di rischio cardiovascolare e il rischio di eventi cardiovascolari negativi è legato alla tipologia di tumore e alle terapie effettuate.
Quando si è iniziato a dare importanza a questo argomento?
L’attenzione verso questi argomenti è iniziata contemporaneamente all’utilizzo di molecole antitumorali potenzialmente cardiotossiche (soprattutto antracicline e anticorpi monoclonali anti-HER2), ma ultimamente ha assunto ancor più importanza perché sono stati introdotte nuove classi di farmaci in grado di determinare danni cardiovascolari anche nel medio e lungo termine.
Quando parliamo di rischio cardiotossico in Oncologia, ci riferiamo alla Chemioterapia?
Purtroppo la cardiotossicità è un rischio che non riguarda solo chi effettua la classica chemioterapia, ma anche l’immunoterapia e le nuove terapie mirate.
Le complicanze più comuni che possono verificarsi, sono: ipertensione arteriosa, aritmie, scompenso cardiaco, miocardite, cardiopatia ischemica e disfunzioni valvolari.
Gli effetti delle terapie possono comparire durante o immediatamente dopo il trattamento, ma possono manifestarsi anche anni dopo la fine delle cure.
Quali sono gli obiettivi del monitoraggio della salute del cuore di un paziente oncologico?
Un’attenta valutazione cardiologica viene ormai considerata una necessità per i pazienti oncologici, allo scopo di prevenire la comparsa di tossicità cardiologica, di limitarne l’incidenza e di gestirla in modo adeguato se dovesse manifestarsi.
Un atteggiamento del genere permette anche di gestire al meglio le terapie antitumorali.
Quanto incidono i fattori di rischio cardiovascolari nella gestione di una terapia antitumorale?
In Italia (ma anche nel resto del mondo industrializzato) le malattie cardiovascolari e il cancro rappresentano le due principali cause di morte.
Queste due patologie condividono molti fattori di rischio che si riscontrano frequentemente nella popolazione generale, come: fumo, sedentarietà, dieta scorretta, abuso di alcol, obesità, diabete e sindrome metabolica.
I pazienti oncologici presentano una prevalenza di fattori di rischi cardiovascolare rispetto alla popolazione generale e il miglioramento della loro sopravvivenza ha evidenziato come il trattamento dei tumori può condizionare negativamente il profilo di rischio cardiovascolare aumentando la probabilità di eventi cardiovascolari nelle persone guarite dal cancro.
La presenza di un rischi cardiovascolare aumentato rende difficile la gestione del paziente oncologico perché accentua il rischio di eventi cardiaci dovuti alle terapie limitando le possibilità terapeutiche.
Come bisogna orientare la valutazione cardiologica del paziente oncologico?
Valutare la funzionalità cardiaca dei pazienti oncologici, prima, durante e dopo la terapia, è fondamentale per:
- stabilire un profilo di rischio cardiovascolare del paziente prima di sottoporlo a trattamenti potenzialmente cardiotossici
- rilevare precocemente un eventuale danno cardiologico (spesso asintomatico)
- modificare la terapia o modularne il dosaggio non appena venga individuata un’alterazione della funzionalità cardiaca, consentendo così la prosecuzione delle cure oncologiche in sicurezza
Quali sono gli obiettivi della valutazione cardiologica del paziente oncologico?
- Identificare precocemente un danno cardiologico
- Personalizzare le cure
- Garantire la continuità terapeutica
Come andrebbe seguito, dal punto di vista cardiologico, un paziente oncologico?
Secondo le linee guida ESC 2022, i pazienti che si sottopongono a terapie antitumorali, dovrebbero effettuare
- Una valutazione basale cardiologica, prima di iniziare le cure (visita specialistica cardiologica + ECG + Ecocolordoppler cardiaco + analisi dei biomarcatori)
- Un monitoraggio in itinere, con esecuzione di esami periodici (frazione di eiezione, ricerca di segni di sofferenza cardiaca, etc)
- Cambiamenti dello stile di vita (dieta appropriata, mantenimento del peso forma, attività fisica regolare, limitazione dell’alcol, astensione dal fumo). Migliorano la tolleranza ai trattamenti e diminuiscono il rischio cardiovascolare.
Cosa puoi prenotare in HTC?
In HTC, a Stradella-PV, puoi prenotare:
- Visita Cardiologica + ECG + Ecocolordoppler cardiaco
- Visita Aritmologica (per Aritmie) con Cardiologo specializzato in Elettrofisiologia
- Visita Angiologica/di Chirurgia Vascolare + Ecocolordoppler (TSA/Aorta addominale/ Arterie o Vene arti inferiori o superiori)
- Screening cardiovascolare (indicato per adulti sani, senza malattie cardiovascolari note, non diabetici e no ipertesi, che non si sottopongono regolarmente a controlli cardiologici)
- Check-up cardiovascolare individualizzato, sulla base del genere, dell’età, dei fattori di rischi individuali e familiari
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18 Marzo 2026